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Siete pregati di guardare anche sotto „Pubblicazioni“ in Francese e Tedesco per sapere cosa \u00e8 stato pubblicato nelle altre lingue. Per ragioni d’ordine pratico non traduciamo questi articoli.<\/p>\n


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Links a vari articoli<\/strong><\/h5>\n

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Rapporto all\u2019ONU per la difesa dei diritti dei bambini in Svizzera, 15 agosto 2017<\/a>
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Le film qui fait trembler les f\u00e9ministes<\/a><\/p>\n

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Lo sfogo di una partner di un separato\u00a0<\/strong><\/p>\n

„Io, moglie di serie B\u00a0per Sommaruga'“<\/p>\n

PATRIZIA GUENZI, il caff\u00e8 05.02.2012<\/p>\n

„La sua lettera mi ha colpito molto. Capisco che quando in una procedura di separazione ci sono di mezzo anche dei figli il tutto \u00e8 ancora pi\u00f9 doloroso. Mi spiace per\u00f2 dirle che la questione non rientra nelle competenze n\u00e9 del Consiglio federale n\u00e9 dell’Amministrazione“. Solo poche righe del ministro Simonetta Sommaruga in risposta alla lunga lettera di Katherine S\u00e4uberli, 42 anni, partner di un uomo divorziato, che s’era definita una „moglie di serie B, ignorata dalla legge, costretta a vivere in un inferno senza averne colpa“. Uno sfogo – raccontato dal Caff\u00e8 la scorsa domenica – sottoscritto da un gruppo di donne, nella sua stessa condizione, \u00a0pronte ad appellarsi a Berna. E rimaste deluse dalla risposa di Sommaruga. „Sono di nuovo stata trattata come una moglie di serie B“, commenta sconsolata S\u00e4uberli. E aggiunge: „Concretamente la signora Sommaruga non ha detto proprio nulla. Ha semplicemente ignorato tutte le mie domande“.<\/p>\n

Certo, non capita tutti i giorni che un ministro risponda prontamente alla lettera di un cittadino. E la direttrice del Dipartimento federale di giustizia e polizia, in effetti, nel giro di appena otto giorni, ha inviato le sue motivazioni a Katherin S\u00e4uberli. „Poche righe, prive di contenuto. Poteva anche non farlo – sbotta S\u00e4uberli -. Per dirmi ’non c’\u00e8 un divorzio uguale ad un altro‘, ‚ognuno \u00e8 unico, sia per la sofferenza che comporta che per la durata delle pratiche amministrative’… b\u00e8, ci arrivavo anche da sola sin l\u00ec. Pretendevo qualche concreta presa di posizione“. A far pi\u00f9 male a S\u00e4uberli, e a tutte le donne „colpevoli“ di essersi innamorate di un uomo con gi\u00e0 un matrimonio alle spalle, \u00e8 il grande senso di solitudine e di abbandono. „Ma anche di ingiustizia – riprende -. Nessuno si preoccupa se un uomo si ritrova pressoch\u00e9 sul lastrico per garantire il mantenimento dei figli avuti dal primo matrimonio. E ai figli della seconda unione chi ci pensa? Dovrebbero avere a disposizione altrettanto. O no?“. Ma anche questa domanda \u00e8 rimasta inevasa nella risposta di Sommaruga. „I padri si ritrovano sulle spalle un fardello di doveri e nessun diritto, se non quello di pagare, pagare, pagare. E poter vedere i figli solo quando lo decide l’ex moglie“. Come testimonia la lettera pubblicata a fianco.<\/p>\n

Eppure Katherin S\u00e4uberli non ha intenzione di mollare. Ha nuovamente preso carta e penna e riscritto al ministro Sommaruga. „Ho ribadito tutti quei concetti che non hanno avuto risposta – spiega -. Come il fatto di dover fare i salti mortali per andare avanti, tra angherie, soprusi, cattiverie e ripicche delle ex. Di dover per\u00f2 subentrare quando il nostro partner non riesce a far fronte ai suoi impegni economici verso la prima famiglia“. Ma anche sulla durata di alcune pratiche di divorzio S\u00e4uberli insiste nella sua replica al ministro: „Anni e anni prima di concludersi. Mentre un massimo di due anni e mezzo sarebbe pi\u00f9 che sufficiente“. Nella sua seconda lettera S\u00e4uberli ricorda al ministro di aver ricevuto tantissimi messaggi di donne, come lei, non pi\u00f9 libere di amare e progettare come vogliono il loro futuro.<\/p>\n

„Siamo in tante, anche se ad esporsi siamo in poche – nota -. Il fatto \u00e8 che c’\u00e8 ancora quell’idea che noi ’seconde‘ siamo delle rovina famiglia, che il nostro partner ha divorziato per causa nostra“. \u00a0Katherin non ha perso la fiducia. Confida che la sua seconda lettera trovi pi\u00f9 risposte della prima. „Il problema riguarda tutti – dice -. Non dimentichiamo che questi ex mariti si rivelano un costo per la societ\u00e0. Se ridotti sul lastrico dalle richieste delle ex saranno degli ottimi candidati all’assistenza“.<\/p>\n


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Noi mogli di serie B\u00a0ignorate dalla legge\u00a0<\/strong><\/p>\n

PATRIZIA GUENZI, 29.01.2012<\/p>\n

„Chi si preoccupa di noi donne innamorate di un uomo separato? Perch\u00e9, senza averne responsabilit\u00e0 alcuna, ci ritroviamo a condividere un lunghissimo calvario fatto di cattiverie, angherie, soprusi, ripicche, prepotenze e vendette da parte dell’ex moglie?“. Se lo domanda Katherin S\u00e4uberli, quarantadue anni, di Stabio. Da sette anni convive con un uomo separato dopo vent’anni di matrimonio. Con lui ha avuto un figlio che oggi ha 5 anni. Dopo aver pubblicato il suo sfogo sul Caff\u00e8, raccontando la sua triste vicenda, ha poi condensato tutta la sua amarezza in una lettera aperta indirizzata al consigliere federale Simonetta Sommaruga. „Noi mogli di serie B siamo ignorate dalla legge e viviamo in un inferno non per colpa nostra“, si \u00e8 sfogata. E ha aggiunto: „Vorrei che finalmente fossimo considerate, rispettate e difese, cos\u00ec come, giustamente, lo sono le ex mogli e i figli dei nostri partner“.<\/p>\n

Katherin ha fatto da apripista e le sue rivendicazioni hanno trovato numerose alleate pronte, come lei, ad appellarsi a Berna. „I padri si ritrovano con un fardello di doveri e nessun diritto, a partire da quello di poter avere un rapporto con i figli“, nota Cristina, 46 anni, sei di sofferenze accanto all’attuale compagno, tuttora in „guerra“ con l’ex moglie. Tempi troppo lunghi, sottolinea anche Katherin nella sua lettera a Sommaruga: „Chiediamo che le istituzioni si muovano in tempi accettabili e impediscano che i divorzi diventino un affare per certe donne e una croce per altre – scrive -. Se lei riuscisse a fermare il salasso emozionale e finanziario di cui sono responsabili pretori, avvocati, tutorie e istituzioni di tutti i generi, se lei riuscisse a difendere gli interessi delle donne, tutte, e non solo di quelle di prima categoria, le sar\u00f2 immensamente grata“.<\/p>\n

Katherin aspetta da sette lunghi anni di sposarsi, anche per suo figlio. „Perch\u00e9 lui non pu\u00f2 portare il nome di suo padre? E perch\u00e9 nei calcoli degli alimenti vi sono discriminazioni tra figli di primo e secondo letto?“. Altre domande, drammatiche, che quotidianamente si pongono migliaia e migliaia di donne in Svizzera. Tutte „colpevoli“ di essersi innamorate di un uomo con un matrimonio alle spalle. Vivono nell’ombra, dimenticate dalla legge. „Bersagliate dalle ex mogli, ci dobbiamo far carico di problemi economici perch\u00e9 i nostri compagni sono il pi\u00f9 delle volte messi con le spalle al muro con convenzioni capestro“, aggiunge Lilli, 27 anni. E tutte condividono un sentimento di solitudine, di abbandono. „Nessuno, e tanto meno i politici, possono capire le ansie e le pene che affrontiamo. Non ci sentiamo pi\u00f9 libere di amare e progettare come vogliamo il nostro futuro“, sottolinea Antonella – 50 anni, cinque di tribolazioni alle spalle – che tocca anche l’aspetto dell’anticipo alimenti. „Sarebbe meglio dimezzare il periodo di versamento da parte del padre e fissare una quota minima, ad esempio 400 franchi per figlio – spiega -. Senza pretendere altri contributi per spese dentistiche o altro ancora per anni e anni. Basta!“.<\/p>\n

Un „basta“ cui si unisce anche la voce di Diana, un’altra „seconda“, 33 anni, sposata da quasi dieci con un uomo divorziato da cui ha avuto tre figli. „Abbiamo vissuto oltre dieci anni di inferno – racconta -. Noi, nuove compagne paghiamo il pregiudizio che ci considera colpevoli di aver traviato l’ex marito. Anche nel caso in cui, come il mio, ci siamo conosciuti un anno dopo la separazione. Mentre le prime mogli sono sempre viste come le vittime, da tutelare a tutti i costi“.<\/p>\n

„Pure a scapito della nuova famiglia e dei figli“, nota Antonella: „Basta. Rivendichiamo forte il diritto di essere, assieme al nostro attuale compagno e ai nostri figli, donne e uomini di serie A“.<\/p>\n

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L\u2019esistenza avvelenata delle donne che amano un uomo divorziato<\/strong><\/p>\n

il caff\u00e8, 15 gennaio 2012<\/p>\n

Katherin S\u00e4uberli, 42 anni, libera professionista, Stabio<\/p>\n

Da anni ormai si parla tanto dei problemi delle coppie divorziate, delle difficolt\u00e0 economiche, legali e affettive a cui vanno incontro mogli e mariti nel momento in cui si dividono. Degli scontri per l\u2019affidamento dei figli o per l\u2019importo degli assegni alimentari che, con una legislazione tesa soprattutto a proteggere i diritti materni, innescano contenziosi giudiziari che si trascinano per tanto tempo. Troppo tempo. Nessuno parla mai, per\u00f2, di un altro aspetto di questo problema. Ossia le mille difficolt\u00e0 a cui va incontro una donna che sposa, o vorrebbe sposare, un uomo divorziato con cui si trova a condividere, senza averne responsabilit\u00e0 alcuna, un calvario di vere e proprie sofferenze. Un calvario irto di ripicche e ritorsioni da parte dell\u2019ex moglie, o dei suoi legali, che provocano stress psicologico, quando non traumi veri e propri, oltre che, ovviamente, un dispendio economico non indifferente. Nessuno parla mai di quante sofferenze ci\u00f2 comporta anche per figli nati dalla nuova coppia o delle inammissibili lungaggini legali per arrivare al divorzio. Io da ben\u00a0sette\u00a0anni mi trovo in questa situazione, e come me penso ci siano in Svizzera migliaia e migliaia di donne che vivono queste stesse condizioni.<\/p>\n

Che dire dell\u2019amaro pane quotidiano che ci tocca mangiare. Delle piccole e grandi vendette di cui siamo bersaglio da parte delle ex mogli, dei problemi economici di cui dobbiamo farci carico perch\u00e9 i nostri compagni sono il pi\u00f9 delle volte messi con le spalle al muro con convenzioni capestro. O tartassati da assurde richieste economiche per lo pi\u00f9 avvallate da preture che tendono a scaricare sugli ex mariti la responsabilit\u00e0 di un matrimonio andato a male, per quanto il concetto di colpa sia stato ormai cancellato dalla legge, oppure castigati con limiti assai restrittivi nella possibilit\u00e0 di stare un po\u2019 con i loro figli. \u00c8 un\u2019esistenza avvelenata la nostra. Di cui per\u00f2 nessuno pare accorgersi. Eppure quello che chiediamo \u00e8 soltanto di vivere in pace, di avere la possibilit\u00e0, ma sarebbe meglio dire il diritto,\u00a0 di vivere la nostra vita con la persona che amiamo e ricostruire anche per lui una nuova vita. Un diritto che ora ci viene negato. In tempi in cui si parla tanto dei diritti delle donne,\u00a0 mi chiedo a volte se donne, con la complicit\u00e0 di una legislazione discriminante, non creino donne di seconda categoria.\u00a0Se non siamo solo una fastidiosa appendice in una pratica di divorzio. Mi chiedo perch\u00e9 non abbiamo il diritto di vivere con gioia la nostra affettivitit\u00e0, di costruire una nuova famiglia e di far crescere serenamente i figli (anche del primo matrimonio).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"

Siete pregati di guardare anche sotto „Pubblicazioni“ in Francese e Tedesco per sapere cosa \u00e8 stato pubblicato nelle altre lingue. Per ragioni d’ordine pratico non traduciamo questi articoli. Links a vari articoli   Rapporto all\u2019ONU per la difesa dei diritti dei bambini in Svizzera, 15 agosto 2017 Le film qui fait trembler les f\u00e9ministes   […]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"parent":0,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/donna2.gecobi.ch\/it\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/119"}],"collection":[{"href":"https:\/\/donna2.gecobi.ch\/it\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/donna2.gecobi.ch\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/donna2.gecobi.ch\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/donna2.gecobi.ch\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=119"}],"version-history":[{"count":57,"href":"https:\/\/donna2.gecobi.ch\/it\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/119\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1479,"href":"https:\/\/donna2.gecobi.ch\/it\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/119\/revisions\/1479"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/donna2.gecobi.ch\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=119"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}